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Musa-Mood
ProzacIZLE!
 
 
 
 
           
       

My smile does only show one side of me  [Lost Prophets]

You're like a drug When I feel fucked up You come to save my day [4Lyn]

 I'm looking for trouble tonight No momma don't trust me tonight [Hed P.E.]

Gratitude for your attitude [My Vitriol]

I need to find a darkened corner, a blackless corner Where it's safer and calmer [Mudvayne]

Wanna trouble? Come on! [Cypress Hill]

Black clouds are rain clouds but they can't kill the sun [Papa Roach]

Che healing power che hai [something unsaid by la Musa]

I just need to become your disease [Spineshank]

You were all that I wanted then..I watched you turning to someone else [Ill Nino]

Maybe you're young without youth [Idlewild]

 
17 agosto 2006

post-umo. (perche' il cannocchio smette di funzionare quando voglio postare)


5 e 30 A.M. perché a noi piace dire “let me sleep some more” appena svegli, o quasi.

Perché esci di casa alle undici e ci rientri alle quattro e tre quarti, anche se ti eri ripromessa di non fare tardi, che domani si studia, more or less.

Bilanci di whatever a orari un po’ assurdi della mattina. Dopo essermi bevuta una redbull alle due suonate. O forse qualcosa di piu’, non ricordo. Perche’ stasera se guardavo il cellulare non era per vedere l’ora ma solo per vedere se c’erano messaggi o chiamate. Che tutto cambia nel giro di lettura di qualche parola.

Ritrovarmi al batija senza troppi problemi dopo aver passeggiato sul lungomare con gigilenricaelalucia prima, gigilenricalalucialabettaelaveronica dopo, gigilabettaelaveronica poi. Beccare Podiao in piena fase alcolico-saltellante. Incontrare ex baristi del rockplanet. Guardare un po’ tutte le persone dal nostro posto privilegiato di vedetta. Non troppo su’ ne’ troppo giu’. Solo su un altro piano.

Capire dai discorsi che in questa zona non sono tutti in coma indotto da cinture di gucci troppo basse o scarpe di d&g troppo scomode o borse di LV troppo piccole. Perche’ devo dare ragione a mia mamma quando mi dice che all’universita’ si stringono le amicizie che direranno piu’ a lungo e che ti orterai avanti per tutta una vita. Ed in effetti è stato cosi’. Una linea di confine che ci unisce un po’ tutti come dei puntini su un foglio dell’enigmistica. Un sms, un paio di minuti e siamo una figura riconoscibile. At a glance.

Essere in giro senza il problema del parcheggio e senza il problema oddio cosa facciamo perche’ dove come quando e chi c’e’. Chi c’e’ sta con noi, chi non c’e’ si arrangia. Scoprire che abbiamo desideri in comune, io e la Betta. Perche’ anche se spesso sembra, non siamo tutti lobotomizzati dalla tunztunz. Perche’ speriamo in qualcosa di diverso, lo vediamo nelle nostre esperienze, anche se nettamente diverse (una settimana a nyc con familia Vs du emesi a santa barbara in erasmus, per citarne una).

Perche’ quando torni da serate del genere, in cui non ti sei preoccupato di dimostrare niente a nessuno ma ti sei curato solo di startene tranquillo e di fare quello che ti andava, pensi che questo piccolo mortorio alla fine non è cosi’ male. Quando hai qualcuno di simile con cui condividerlo. Dalle pizzette dal baffo alla pasta da gigi. Dalla sala giochi al tabaccaio. Dal batija agli atti di gentilezza nei confronti di due tipi sbronzi che perdono le chiavi della macchina dopo averci rotto un po’ troppo. *_*

Sapere di progetti per me solo momentaneamente messi da parte, in attesa di poter essere sviluppati. Sapere che si’ c’e’ qualcuno che vuole sapere come vanno le cose nel mio mondo dopo mesi che non ci si vede e che non vuole sfidarmi. Sapere che persone da non odiare ci sono eccome. Solo che si nascondono alle volte e non è facile vederle. Sono quelle che stanno dove la musica e’ un attimo più bassa e parlottano parlottano. E ridono e commentano e gossipsano e si aggiornano. E scoprono che il trasloco da bologna è stato si’ tragico, e che sara ancora piu’ tragico con l’arrivo dell’autunno. Per altri di piu’, per altre meno. Ma il “non perdiamoci di vista, dai…” detto da persone come la Betta e la Veronica è una di quelle cose che ti fa credere veramente che “tutto questo è solo temporaneo, e per uno scopo piu’ che ottimo”. E il “son felice di averti incontrata” di Podiao prima dei primi saluti della buona nanna serve a farmi ricordare che non è sempre tutto da buttare. Solo da scremare per tenere le cose migliori.e il “grazie per la serata splendida” di Giaik mi fa capire che in mezzo a quel gruppo stasera ci si stava bene. Perché si’, 5 o 6 persone SONO un gruppo. E finalmente lì in mezzo c’ero anch’io, non me ne stavo sul bordo a sperare che una cosa del genere arrivasse anche per me. Ero lì con loro e non poteva fregarmene di meno del resto. Batija o non batija. Sala giochi o strada. Il luogo è relativamente importante. Anzi. Decisamente poco importante. Ciò che conta sono le persone. Le loro storie. I loro incontri, preventivati, previsti o inaspettati o insoliti.

Come in un percorso a zigzag, dove dietro l’angolo possono esserci cose pessime, ma puoi trovarne anche tante altre worth the waiting.




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6 giugno 2006

I need a break from routine.

Riscoprire il piacere di un concerto non troppo per la line up ma per le persone che ci incontri; per le persone che rivedi, le risate che fai, gli abbracci che ricevi e che dai. Per gli sms che ricevi, gli sguardi che ricevi. Le battute scambiate durante i concerti. Un giorno libero per la mia città preferita. Con cambi di programma sistemati all’istante. Vedere che vite esterne esistono. Guardare l’esterno delle case in Montenapoleone. Guardare l’esterno delle persone che ne guardano le vetrine. Mai sole. Io e il mio iPod. Loro e qualcun altro. La curiosità per le cose che non conosco. Sentirsi accesa perché fuori non è tutto come a casa. Perché sono ancora una persona a sé stante. Una persona che non vuole arrendersi nemmeno sapendo che un microsecondo ci cancellerà da quelle strade. Ma rimarrà ciò che abbiamo costruito, alimentato, creato.
Un semplice passaggio di testimone. Noi ora, loro domani. E quando questo succede si soffre da entrambe le parti. Sia per qualcosa di temporaneo che per una cosa definitiva.

Trovarsi normale per cose che mesi fa mi afrebbero creato disagio. Fermare persone viste solo in bit. Guardare la propria ombra riflessa sullo specchio e pensare che la mia forma è quella che volevo, che non sono diventata lineare ed anonima. Ho ancora quella voglia di essere una cosa da voler incontrare. Riuscendo ad ammettere le proprie debolezze. Attimi di crisi ripensando che in dodici ore sarei tornara alla solita routine da due mesi a questa parte. Semi-routine da tre mesi. Realizzare che ci sono persone ch emi vogliono bene e che meritano tutto quello che provo per loro. Essere felici di essere al concerto non tanto per i gruppi pa per tutte le persone che rivedi. Che conosci. Che riesci a conoscere meglio. Persone che speravi di vedere e che non riescono a scendere.

Avere un senso di tranquillità e calma perché quelle persone ci sono davvero. Perché quelle persone dimostrano di essere felici di vederti e di poter condividere con te qualche momento. Avere qualche altri argomento di conversazione. Pensare ad altro e arrivare alla mattina del giorno in cui tornerò a 13 anno fa pronta a sorreggere la mia famiglia. Nel mio limite. Il mio spicchio di mela per completare l’unità quella mela che soffre se sto male o se inizio a cedere. Che non sarebbe la stessa se non ci fossi.

Ok. Parte di Musa finita. Ora da persona che ha pagato quasi 37 di biglietto scriverò qualche cattiveria.

a) non vedo perché (anzi, so fin troppo bene) io debba rimanere con solo il primo tagliando del biglietto invece che con il biglietto intero. Cos’ sul mio ticket da 37oiro si son fatti 25 euro AGAIN. Così come su quelli del circuito Ticket One. E io non ho il mio biglietto del flame. Solo un rettangolo micro che dice che 8me stupida) ho pagato 37 euro inutili. Invece di fare i fenomeni, rimaniamo con i piedi per terra. Per loro è business. Per noi è passione. A 37 euro. Ma passione.
b) L’acustica di quel coso da “____”. Fino agli atreyu i gruppi avrebbero potuto anche cantare “Amici come prima” in Ostrogoto e (quasi9 nessuno se ne sarebbe accorto. How Sad.
c) Last but Not Least. Da italiana che viene scambiata sempre per britannica o svedese o canadese o americana. Dico che i From First To Last, non essendo Dio in terra, non hanno alcun diritto di infamare il pubblico del Flame perché nopn capisce cosa dicono loro dal palco in inglese.
1)perché magari c’e’ qualcuno che si stacca dal coro
2)perche’ e’ da idioti burlarsi dell’ignoranza altrui, specialmente se questi “altri” pagani mmmmmille euro per entrare al TUO concerto. Anche se sei ancora uno zero rotondo e barrato. Ci vuole niente a scivolare.
3)sputare in faccia a qualcuno dal palco non è giustificato.
a)perchè Newton ha scoperto la gravità. Che esiste ancora.
b) perché per quanto una bottiglia d’acqua possa fare male, non fara’ mai schifo come uno sputo. (e dal basso solitamente gli sputi non salgono).
c)E poi, caldo nel mosh (quasi assente) o no. Non vedo perché loro possono lanciare bottiglie dal palco senza essere presi a testate. E noi NO.

Detto questo. Le persone che c’erano hanno capovolto l’esito del MIO fest. Un po’ come fa lo svitol con i cardini delle ante da dipingere ^_______^

Standing on the rooftops, everybody scream your heart out!
^_^




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2 marzo 2006

Missione Depeche . 19 febbraio 2006 - RELOADED.

Tipo  anni dopo. Cambio di un membro della compagnia, cambio location ma lo scopo è sempre quello: ballare Just Can’t Get Enough come neanche JD di scrubs saprebbe fare.

 

Io e il Geeksuit rincasiamo verso le 4/3 forse dopo una delle nottate per qualche motivo più deprimenti dell’ultimo anno (eccezione fatta per Gotta Get Away dei Fonzie sentita dal vivo)

 

Partenza verso Mitown prevista per le nove e mezzo. Si parte. Essì, ci siamo. Cd fatti di fresco carichi carichi e con tanti occhi fllapp-fllapp. Non stiamo mica andando ad un qualsiasi live. Nono. Sembra una gita di nicchia in cui si fanno battute assurde e in cui se un geeksuit incontra un aparrucca gommosa verde, gli si fa una foto epocale.

 

Nemmeno il freddo e la pioggia demoliscono il morale dei nostri eroi e in 14 dico 14 miniti si ritrovano al forum (dopo aver saccheggiato cravatte, h&m, aver passato secoli in quella Ricordi).

 

Rivedere il Forum da vicino dopo i coldplay non è la cosa più facile però ripensare alle 11 ore di fila fatte lì fuori per i takethat nel 95 rendono tutto più easy. Si trova Pandoro, file da venti minuti mentre suonano i Bravery (ma la domanda è:perché?perchè?perchè?)

 

Non so perché ma quando si sono spente le luci stavo piangendo. Come per i primi due pezzi. Che non ricordo assolutamente quali fossero. Pensare a 5 anni fa. Pensare ai primi anni del liceo, non proprio felici. Pensare che ero lì di nuovo, diversa di qualche versione. E che ancora i pezzi del Dave riescono a farmi accapponare la pelle dalla gioia e dal coinvolgimento. Non so come siamo riusciti a stare seduti fino agli ultimi 6/8 pezzi. Ma una volta che Dave inizia un discorso non puoi asservire ad ogni suo ordine. Wave e tu wave. Sing e tu sing. Dance e tu dance. Non vedi un millimetro di pogo. Senti il rispetto dell’audience seguire le parole e venerare in silenzio per l’acustica.

 

Vedi età diverse. Vedi esperienze diverse e un rispetto delle norme sociali che in concerti di gruppi più recenti non puoi sognare nemmeno. La ritualità dei bis con il fiato sospeso fino a Never Let Me Down. Vedere il forum trasformato in un anemone da 30.000 braccia o forse più. Sentire un calore tuttora umano arrivare da Gahan e soci. Vederli giocare come ragazzini dopo tutti i loro vari disguidi e anni di collaborazione.

 

Sospendere per tutto il tempo della performance quello che si è nella quotidianità per sentirsi legittimati ad entrare a far parte di un enorme “insieme” una volta varcata quella tenda. Sospendere i roblemi e i diverbi e trovarsi catalizzati da un branco di persone o senza maglia, o vestiti con la cresta e ali di piume, o gli zoccoli della farmacia, o qualcosa che da lontano poteva dare quell’impressione. Avere la sensazione di persone che, nel loro cartisma, sembrano a loro agio e tranquilli come nel salotto di casa. Rimanere coerenti nei cambiamenti d’epoca, di trends, di richieste dal mercato. Aver creato una famiglia che fulmina le prevendite in poche ore a distanza di mesi.

 

Giungere alla fine più carichi che all’inizio e sperare in un “ancora” che non può avere luogo, asoettare il necessario prima di voltare le spalle a quella perfetta sospensione e tornare a camminare sotto la pioggia fino alla macchina, in coda.

 

In coda anche all’autogrill. Incontrando espressioni soddisfatte e felici, tutti a conoscenza della nuova situazione di copresenza creata di riflesso dai depeche mode.

 

Armardi si redbull per non addormentarsi nel ritorno, prendere la macchina da modena nord e sbagliare lo svincolko di bologna mentre geeksuit e la mamma stanno dirmendo, avere una visibilità pari a poco per i cantieri e la segnaletica orizzontale scolorita a livelli storici. Ripensare alla giornata per tenersi sveglia, canticchiare i motivi che ti lancia la radio per farsi compagnia e non pensare che le altre due persone in macchina si fidano di me al volante a tal punto da addormentarsi alla velocità della luce.

 

Arrivare a casa dopo 6 ore di sonno in due giorni, felice e soddisfatta come i bambini a natale.

 

Precious. Oggi mi sento così. Cresciuta. Bimba, un qualcosa che se vuole può brillare, anche se alle volte sembra un sasso.

 

(1-marzo-2006 . 2.00 AM)




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2 marzo 2006

aaaah beh °_°

OK manco da un po’. Ma si sa. Gente che si sposta, gente che torna gente che va. Come quando trovi qualcuno in dipartimento dopo averlo perso di vista per un eone di tempo. E scopri che seguite lo stesso corso (tipo Lara e Lana al corso di Spaziante) o, chesso’, che sarete a vedere i depeche mode lo stesso giorno a milano (tipo la Rossana). Oppure quando inizi un corso nuovo (tipo interazione sociale) e scopri che non ci sono solo zombie nel tuo dipartimento ma gente dinamica con cui poter condividere anche la più idiota delle battute sulle scene che si sono viste (tipo la Roberta, Diego e Ana, non a caso il mio gruppo).

 

Mantenere “fede” ad una sfida e vestirsi da Pucca a carnevale, vedere Podio rovesciare una birra per farci una foto. Avere Vasu, Podio e Fuscolo attorno quando quelle scarpe so 80’s mi hanno fatto venire i crampi. Passare un’ora in macchina a parlare proprio quando hiunque doveva uscire dal parcheggio (oh adesso si girano e sono le bambine di The Ring…!).

 

Avere sbalzi d’umore e crisi di pianto a caso. Tremare alle volte, stare più tranquilla altre. Mettersi a letto ascoltando Pete Murray quasi al buio rompendo via msn a una certa persona che “minimo non è nemmeno italiano, guarda *_*”. Aspettare mail. Domandarsi il motivo per certi slanci che potrebbero solo farmi male. Voler tornare su per una mostra, saltando quattro concerti. (alkaline, deathcab,yellowcard e avenged. Ole’).

 

Trovare dei segni che danno fiducia, ascoltare senza farsi troppe domande, senza complicarsi troppo le cose. Aspettare bozze di pezzi dipinti di fresco, voler passar ore a camden, sorride al fiore sul letto, ridere per Bop con la parrucca di Pucca. Entrare in paranoia per un report e fissare gli ascensori. Stare in giro in macchina mezzora prima di tornare a casa dal Rock per poter sentire un paiod i pezzi in movimento.

 

Sentire ancora la curiosità di imparare e fare cose nuove nonostante tutto. Chiedersi come sarebbe. Sentire un buco nero profondo quasi tredici anni, che su 23 sono tanti. Nascondere le lacrime per certe espressioni e domandarsi il perché di alcune altre situazioni.

 

Mmm. Beh non scrivevo da troppo per poter subito parlare dei depeche, no?

Credo ora sia meglio girarmi e andarmene su See You Soon dei Coldplay.

 

I’ll be doing my best – I’ll see you soon.

 

01.00 am – 1 marzo 2006




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14 gennaio 2006

Per fortuna che c'e' ancora chi fa ricerca sociale e riesce ad analizzarci professionalmente.



che del resto, e' sabato sera un po' per tutti, no ?
previsione di legge:
delirio totalo globalo.
si expectano foto.
credo ci sara' da ridere ^_^




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6 gennaio 2006

Aggiorno brano 1/4.



wanna know more?
Out Of Project




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6 gennaio 2006

maiali e cerotti a x sulla pancia.


maaaaapolo ^_^




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5 gennaio 2006

Metti una sera con Lunedinero.


Warming Up.

guess what, yep that's me.

Il WWWWello e il damiano.

Il Filo e L'andrea ^_^ ancora ai loro posti, ci crederesti mai? ^_^

Tadaaaaan ^_^Castorama _ZIZI

that's it, that's it.
^_______________________^
Grassie davvero ^_^




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31 dicembre 2005

Boff.

sometimes it's just so tough to be left alone with yourself.

do i deserve this? do you deserve this?




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26 dicembre 2005

post-Natale. colpa del cannòcchioplo chenon fungeva, porca giuggiola *_*

Ci sono serate in cui pensi che…

E serate in cui stabilisci ( o stabilizzi) che.

 

Serate alle 4 e 34 del 25 di dicembre  in cui torni dal rock planet dopo esserci stata un’ora. E dopo aver fatto quattro chiacchiere con le persone che in questo periodo riescono a vedere cose di me che non tutti recepiscono.

Serate in cui pensi frase da riuscire a concatenare tra loro, un po’ come i rapporti che ti ritrovi a dover tagliare o ricucire o dover far scontrare per vedere di trovare una buona risoluzione.

 

E quando persone diverse non accordabili tra loro ti chiedono perche’ non scrivi piu’ niente qui sopra, magari e’ il momento di mettere giu’ qualcosa. Perche’ se fuori sembro serena, dentro non lo sono. Quasi mai. Perche’ mangio nervoso e sogno ansia. Perche’ vivo rabbia e sento solo indefferenza e ignoranza da parte di tutto cio’ che non sono io.

 

Perche’ vedi che se tu fossi un po’ piu’ faccia di merda magari avresti piu’ cose. Una casa senza dover pagare un affitto, un ragazzo d’oro, una compagnia con un posto fisso in cui vedersi. Pass per andare un po’ ovunque.

 

E invece.

E invece sei quella che sei. Quella che tutti cercano quando hanno qualcosa che non va perche’ hai la pazienza di metterti li’ e capire come stanno le cose per cercare di sistemarle insieme (fix you?). sei quella che agli occhi degli altri se la tira. Sei quella che “come fai a non annoiarti se stai a casa tutte le sere?” quella che se vede una stella impazzisce. Anche se gliela disegnate a matita su una foglia di quercia. Perche’ si’, riesco anche ad apprezzare solo il gesto, anche se per brand come ecko, broke, dior e mc queen o mugler, roca wear o westwood sarei disposta a spulciare centinaia di banchette. Come faccio al solito.

 

Stasera ho parlato un po’ con mirko, che io e lui riusciamo a parlare solo mentre in pista mandano trivium e parlare a livelli normali non e’ troppo facile. Ma e’ come se parlassimo agli ultrasuoni, tanto gli altri non ci sentono. Ha detto che cerchiamo negli altri quello che non abbiamo in noi. Nel mio caso, la superficialita’, anche se voglio far bere agli altri una storia contraria. “alla fine gli altri sono queste mattonelle”. Senza i quali non si regge in piedi il locale. O non si rende presentabile. Ma sono anche le prime cose che TUTTI calpestano. Prima o poi. Tutte queste piastrelle. Dalla prima all’ultima. E’ solo una questione di tempo e di conseguenze o coincidenze.

 

Sai quando senti tante persone dire una cosa. Dopo un po’ magari cerchi di indagare per vedere se e’ vero. Adoro sentirmi dire che metto allegria. Sentirmi dire che metto voglia di sorridere solo a guardarmi. Sentirmi dire che non credono io possa mai essere stata diversa.

 

Quando in realta’ io mi vedo quasi l’opposto di come loro mi percepiscono. Anche se lìimmagine di me che preferisco e’ quella che ottengono loro. Perche’ io, davanti allo specchio, parlandomi da sola, non rido cosi’ tanto. Perche’ critico ogni cosa che faccio. Perche’ non sono all’altezza. Perche’ sono troppo morbida, perche’ non ho le palle di stare via da casa due settimane, perche’ non adoro cosi’ tanto gli aperitivi in mezzo ai miei coetanei.

 

Ho scoperto che in realtà ci sono piu’ persone che riescono a leggermi di quante io non immagini. Solo che non sempre me lo dicono. Perche’ lo danno per scontato. Perche’ se in tre anni ti dico solo due volte che ti voglio bene, quando te lo diro’ per la terza volta, ci rimarrai stupito. O rimarrai stupido delle espressioni che posso fare davanti ad un negozio di giocattoli. A new york o a londra. O dal modo in cui guardo per aria mentre cammino per vie che non conosco. O per vie che conosco e non vedo da un po’.

 

Perche’ le cose abitudinarie non ci fanno piu’ effetto. Perche’ diventiamo anestetizzati. Tanto che ora l’essere “estremo” e’ fare parte di quella “normalità” che tutti prima o poi cercano di abbandonare.

Quella normalità che alle volte puo’ darti piu’ stabilita’ di quanta tu non possa mai credere. Come la certezza di una colazione alle sei del mattino dopo aver ballato. O l’apertura dei regali dopo la mezzanotte. Come i preparativi per un pranzo di natale che eviteresti volentieri, ma che tra un paio d’ore sarai costretta ad affrontare. E lo farai con il sorriso e con il tuo style solito, anche se avrai una gonna e un paio di tacchi addosso. E sarai circondata da persone che in 22 anni ti hanno fatto vedere come poter fare della superficialità e della routine una ragione di vita.

 

Perche’ della routine non hai sempre bisogno, ma puo’ capitare che sia necessaria a farti sentire meglio. Sia essa una tazza di tea o dieci minuti passati al binario di milano centrale. Sia esso un abbraccio  o una risposta che sei sicura arrivera’ entro breve ad un messaggio. Anche stupido.

 

Poi realizzi.

E dici che. Per quanto tu possa essere sicura, certa e stabile, non sei (quasi) mai scontata. Perche’ magari un po’ devi iniziare a crederci quando qualcuno te lo dice. Interessato o disinteressato. Che ti frequenta spalla a spalla in universita’ o che ti vede una volta al mese a ballare. Che ti conosce da mille secoli o che ti abbia appena incontrata.

 

Poi realizzi.

Che non puoi andare cosi’ a genio a persone che pensano prima a se’ stesse e poi magari agli altri, se gli vanno a genio. Non puoi essere presa nella loro cricca. Perche’ li fai sentire piu’ deboli perche’ prima hanno bisogno di confermare se’ stessi. Perche’ hanno saltato le tappe dell’identificazione dell’individio nel processo di apprendimento del mondo delle esperienze. Di qualsiasi tipo. Perche’ c’era il gruppo a proteggerti. Perche’ c’era la tua migliore amica che ti copiava e ti faceva sentire un dio. E tu lo stesso per lei.

 

Poi rifletti e ti chiedi perche’ persone che detesti riescano ad ottenere le cose migliori. Le ottengono ma non le mantengono o se le fanno sfuggire di mano. Mentre tu sei ancora li’ che cerchi di raggiungere un risultato piu’ o meno concreto. Come una telefonata, un biglietto scritto con il cuore e l’affetto. Come un passaggio offerto quando fuori piove o una foto sul cellulare.

 

Perche’ tu continui a stupirti di tutto. E se tu in primis riesci a stupirti di tutto, sicuramente potrai riuscire a stupire gli altri. In qualsiasi ambiente, o quasi. Diciamo nella maggiorparte degli ambienti relazionali o whatsoever. Perche’ una volta che tu senti qualcosa, riuscirla a trasmettere agli altri, se hai l’arte di comunicare, e’ un grande e bellissimo gioco da ragazzi.

 

Perche’ se tu in primis sai quanto puo’ fare male anche un silenzio o una risposta non meditata piu’ di tanto. Riuscirai ad aiutare chi sta cadendo senza rete di salvataggio. Perche’ per quanto in certe situazioni ti possa irritare un sorriso quando non te lo senti, sarai comunque invogliato a sorridere anche tu. Di riflesso.

 

E cosi’ torno sul famoso problema del “fare luce”. Perche’ c’e’ qualcuno che crede sia io a non salutare ai concerti. C’e’ qualcuno che. C’e’ qualcuno che scrive di aver capito un po’ tutto. E probabilmente ha anche ragione. Ma il segreto del gioco e’ non farlo pesare agli altri. E nella maggior parte dei casi viene frainteso come menefreghismo o indifferenza o freddezza.

 

A mio parere e’ una ottima proprietà transitiva della comunicazione interpersonale, con ogni media. O senza media. Faccino a  faccino. Occhioni a occhioni. Dove e’ tanto piu’ divertente assieme quanto piu’ ci si sente accomunati da qualcosa. Ecco. Ipotizzando che a sia felice e b se ne accorga, chieda delucidazioni e diventi felice lui pure. E questo individuo b incontri una persona c. questa persona c per qualche strana ragione diventera’ felice quanto A se non di piu’. Sempre che quel cacchio di B ci sappia fare.

 

Il fatto negativo e’ che nell’80 percento dei casi b poi tende a sparire. Appena si accorge che A e C ormai vanno d’accordo e non hanno piu’ bisogno di lei. B piglia e cambia insieme. Cerca nuove operazioni da poter risolvere. Non perche’ sia una crocerossina. Ma perche’ quello che e gia’ bello che risolto non le piace, nonostante tutto. Perche’ odia sentirsi inutile.

 

 

E ultimamente mi sento troppo spesso cosi’.

E non ne vedo poi piu’ di tanto il motivo. Ho autostima. Sono self confident ed e’ vero. Non lo sono solo perche’ fa figo. Ma perche’ sento di esserlo, ora. E nonostante tutto. Anche se odio i confronti e i paragoni. Perche’ tanto son tutte cose perse in partenza. Una volta che devi paragonare qualcosa a qualche altro oggetto e’ perche’ reputi piu’ importante il primo. Quello che hai o avevi. O cerchi di avere.

 

Perche’ odio le sfide e i combattimenti per le relazioni di qualsiasi tipo? Perche’ se una cosa riesci a leggerla subito, la capisci e pensi che ti abbia capito. That’s it. O per lo meno dovrebbe essere fatta. Sono arrogante se penso che non ho bisogno di mettermi a confronto con il resto delle altre per essere apprezzata? Sono ignorante se critico qualsiasi cosa degli altri e di me? Sono stupida se cerco la perfezione nei particolari, perdendo spesso il senso dell’intero? Se guardi l’intero di perdi un sacco di piccole cose che vedi solo se ti focalizzi su alcuni elementi. Una fronte sulla spalla. Un braccio fuori dalla metro. Una telefonata dopo un messaggio di crisi. Un sorriso per un’offesa non troppo sentita. Se guardi l’intero potresti riuscire a vedere solo la mia corazza.

 

Quella “me” stronza che ti sega se provi a attaccarmi pezza. Quella stronza che ti spinge per terra se osi toccarla mentre e’ in fila. Quella bastarda che si ricorda tutti i torti che le fai e prima o poi te li fara’ scontare. E spesso e’ talmente cinica da farteli scontare davanti agli altri mentre tu nemmeno te ne accorgi. Mantenendo un sorriso che nemmeno una bimba alla prima comunione.

 

No. Non sono sempre sulla difensiva. Sono solo nel mio castello. Se riuscite a intravedermi dalle feritoie per le frecce allora potete pensare di aver vagamente visto quello che posso essere o diventare per voi. Ma se vedete solo il mio bastione e i miei fighissimi mattoni a vista mirabilmente curati e tenuti in riga (rigorosamente da una parte), allora no. Non siete nemmeno vagamente all’inizio. Avete proprio sbagliato direzione.

 

E in tutta sincerita’. Conoscendomi. E sapendo quali potenzialita’ posso sviluppare, se ben motivata. Mi dispiace per voi.




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9 novembre 2005

Chiasmo

Toh, una nuova invenzione. Il post a Chiasmo. Per dimostrare che siamo acculturati e che a noi l’estrattore casuale di consonanti e vocali ci fa un apippa. Un apippa. Ma iniziamo. Prima Geek il Bro ha postato questo (http://moonman157.splinder.com/1131485613#6237686 ). E visti gli ultimi discorsi intrattenuti con la Carolina, nulla mi e’ sembrato migliore. Per ripensarci. Sara’ che ultimamente mi sento troppo spesso dall’altra parte della barricata. Cioe’ dalla parte di chi si sente inadeguata/o. Verso tutto il resto, apparte tutto. Ma anche no. Un circolo vizioso gigante che alla ine ogni tanto prende il sopravvento e noi non capiamo piu’ molto. (cioe’, per noi femmine, capiamo ancora meno del solito). Tipo che sei li’ in giro per via Zamboni e piuttosto che passare vicino a tutte le altre fighette scegli an’altra strada. Perche’ tu a essere cosi’ non ce la fai. O ce la fai solo in determinate occasioni. Che possono essere il rockplanet, che possono essere le cene ufficiali di cavalierato, che possono essere l’indipendent. Ci sono determinate occasioni in cui l’essere femmina vince sulla razionalita’ e l’individuo singolo soccombe tragicamente. Tradotto. Ti ritrovi manina nella manina a irare per il festival, o per i concerti o per i locali. Con una lei. Mmh. Aspetta. Ora che ci rifletto. Qusta cosa riesco a farla solo con la Carol. E con lei riesco anche a passare in mezzo alle fighette di via zamboni. O alle fighette qualsiasi. Perche’ apparte tutto vedo che lei mi somiglia e l’apprezzo. Una specie di specchio da cui trarre energia per abdare avanti. Una conferma al fatto che “non sei come loro, ci si riconosce”. Pero’ c’e’ sempre questa cosa della valutazione che mi sgama. Troppo drastica, non accetto cambiamenti troppo repentini ne’ ripetizioni di errori. C’e’ sicuramente un lato negativo in tutto questo. Cioe’ il farci perdere occasioni. Perche’ si nascondono talmente bene che non le riconosciamo. Ma puo’ anche capitare che chiuderci a riccio possa contribuire al non farci contaminare da quello che non vogliamo diventare. Non perche’ lo riteniamo migliore di come siamo noi. Solo perche’ lo vediamo diverso e per questo interessante. Seducente, quasi. E qui ci sono modalita’ di applicazione diverse. Ti chiudi a riccio e fai la figura di quello che se la tira. Il geek o il nerd di turno ( che non sono la stessa cosa, per chi fraintende). Oppure di quella che “tanto te stai bene anche da sola”. Oppure, ed e’ facile che capiti in condizioni in cui si cerca di essere sociali quasi alla disperazione, te ne esci dal tuo guscio con la tua maschera. Ovviamente non quella che hai sempre portato. Una nuova. Quasi irriconoscibile. Decisamente irritante. Irritante per chi ti ha conosciuto prima. Perche’ sa come puoi essere (buona/o) e invece vede come vuoi far vedere di essere (cattiva/o) a chi ancora non ti conosce e non ha un’opinione di te. Non direi che e’ necessariamente una maschera che cade. O per lo meno. Il mio ottimismo di questi giorni mi porta a dire cosi’. Direi piuttosto che e’ come entrare in un camerino di prova per tentare un LUC nuovo (citazione dotta) ma avendo la pretesa di accozzarci troppe cose nello stesso momento. Li’ per li’ ti sembra figo ed innovativo. Una cosa mai provata da nessuno. Ti rendi conto solo dopo un po’ che se nessuno pare averlo mai provato, e’ perche’ forse non era proprio il caso di farlo.




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27 ottobre 2005

nyc cares. anche qua. che fantasia.

so.
beh un post da newyork dovevo farlo per forza, senno- che bloggomano sono?

e poi

senno` come faccio a suscitare invidie e flame gratuiti e non saluti ai concerti e cambiopostazioni di blog etc etc??

eddai, era scontato.

5 notti a new york dopo il nostro arrivo. penso a come sara- tornare a casa. a cesenatico. e a come sara- tornare a bologna.
e rivedere gente che si da un tono solo perche` veste in un certo stile per uniformarsi al suo gruppo. quando in realta- non e- mai stato da nessuna parte.

e non parlo di chi dovrebbe vendere la propria madre per prendere un biglietto di aereo andata e ritorno per qualsiasi destinazione.

non parlo di chi cerca di vedere fuori dal proprio nido.

parlo di chi e- convinto che il proprio nido sia il migliore degli altri solo fondamentalmente perche` e` il suo habitat naturale.

dopo 5 notti a manhattan, 4 strade sotto central park e molto kilometri dopo la mia partenza. pemso che come mentalita- mi troverei meglio qui, tra mmmmille persone che incontro attraversando la strada e che non rivedro- mai piu- ma che hanno il sorriso sulle labbra piuttosto che in un posto con 4 abitanti che si conoscono tutti e che quando questi 4 abitantio hanno la luna storta chissa- perche- non ci si sta proprio tanto bene davanti.

Penso che qui, a differenza dell-italia in cui ho sempre vissuto, il vittimismo non sanno cosa sia. non che siano necessariamente tutti cosi`. diciamo l-attitudine generale e` portata al "guardare avanti camminando comunque".

lo si vede attorno a ground zero.
lo si vede guardando i commessi dei negozi minori.
lo si vede guardando i taxisti.
guardando i venditori ambulanti.
un-attitudine alla luce. anche nei momenti piu- scuri, se vogliamo parlare per luoghi comuni.

penso a quando mi sento una carta velina perche- non porto una 38, perche- non riesco a portare i tacchi alti tutti i giorni, perche- vedo le altre che inspiegabilmente hanno una corsia preferenziale alla quale non sono ammessa.

poi sei li- che aspetti l-omino bianco ai semafori per i pedoni, con le altre persone vicino per attraversare.
tanti individui che riescono comunque a darti il senso di qualcosa di positivo da trovare, anche se a loro di te non potrebbe fregare di meno.

poi entri da macy`s dove sembra sia gia- natale e vedi il piu- grande numero di alberi di natale che potessi vedere in una vita intera. e vedi la commessa che dopo averti chiesto se hai bisogno ti dice che adora il tuo make up. che anche se vede un sacco di persone cosi- non ne aveva mai visto uno simile. e quello e- il mio. le mie stelline. il mio mascara.

poi entri dopo essere stata da apple in un negozio enorme con un ratto giallo come mascotte e trovi una commessa che mentre sta piegando i panni ti insegue con una magli ain mano ti batte sulla spalla e ti dice che il tuo stile le piace un sacco, che anche se non hai capi ufficialmente eleganti, hai classe nel portarli e nell-accostarli.

io, il mio cappottino lambretta, i miei pants della playlife e la borsa della gola. le mie adidas superstar.

fondamentalmente tutti firmati.

e decisamente presi tutti in saldo.

ma loro questo non lo sanno.

cosi- come io non so nulla di loro. li guardo mi guardano, passano per lo stesso asfalto e mi girano le spalle.

in un posto come quello dove vivo io al massimo possono girarmi le spalle per sparlare. ma continuerebbero a conoscermi. male. e fondandosi troppo spesso solo su quello che vedono.

new york fino ad ora e- stata come un prozac. perche- la gente sorride e non smoccola nemmeno quando diluvia e trovare un taxi sembra un incubo. perche- le commesse nella maggioranza dei casi se capiscono che hai qualche problema, cercano di aiutarti. pur non conoscendoti. e non solo perche- sono pagate per quello.

perche- i buttafuori del multiproprieta- non sono pagati per dirti "smile, that-s the right way to begin your walk" poi sorridi per forza perche- ti fan sentire meglio, ti vedono, non si fermano a un-occhiata. "oooh, don-t you think it-s so much easier now?"

sai cosa.
quando sono "blu" nel termine totale della parola.
inizio a pensare che sia colpa mia.
come credo facciano un po- tutti.
ma semplicemente e- perche- dimentico di considerare che non esiste solo il mio nido su cui poter fare affidamento.

solo dovremmo ricordarci piu- spesso che se rimani dentro, le altre possibilita- non le vedi.  you wont get hurt. e questo lo capisco. ma un sacco di possibilita- cosi- si perdono.

spesso tentare di fuggire non e- un volersi nascondere. e- solo un modo per prendere la rincorsa e volare meglio.

(awww lacrimevole, huh?)




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27 ottobre 2005

new york cares. anche qua.

so.
beh un post da newyork dovevo farlo per forza, senno- che bloggomano sono?

e poi

senno` come faccio a suscitare invidie e flame gratuiti e non saluti ai concerti e cambiopostazioni di blog etc etc??

eddai, era scontato.

5 notti a new york dopo il nostro arrivo. penso a come sara- tornare a casa. a cesenatico. e a come sara- tornare a bologna.
e rivedere gente che si da un tono solo perche` veste in un certo stile per uniformarsi al suo gruppo. quando in realta- non e- mai stato da nessuna parte.

e non parlo di chi dovrebbe vendere la propria madre per prendere un biglietto di aereo andata e ritorno per qualsiasi destinazione.

non parlo di chi cerca di vedere fuori dal proprio nido.

parlo di chi e- convinto che il proprio nido sia il migliore degli altri solo fondamentalmente perche` e` il suo habitat naturale.

dopo 5 notti a manhattan, 4 strade sotto central park e molto kilometri dopo la mia partenza. pemso che come mentalita- mi troverei meglio qui, tra mmmmille persone che incontro attraversando la strada e che non rivedro- mai piu- ma che hanno il sorriso sulle labbra piuttosto che in un posto con 4 abitanti che si conoscono tutti e che quando questi 4 abitantio hanno la luna storta chissa- perche- non ci si sta proprio tanto bene davanti.

Penso che qui, a differenza dell-italia in cui ho sempre vissuto, il vittimismo non sanno cosa sia. non che siano necessariamente tutti cosi`. diciamo l-attitudine generale e` portata al "guardare avanti camminando comunque".

lo si vede attorno a ground zero.
lo si vede guardando i commessi dei negozi minori.
lo si vede guardando i taxisti.
guardando i venditori ambulanti.
un-attitudine alla luce. anche nei momenti piu- scuri, se vogliamo parlare per luoghi comuni.

penso a quando mi sento una carta velina perche- non porto una 38, perche- non riesco a portare i tacchi alti tutti i giorni, perche- vedo le altre che inspiegabilmente hanno una corsia preferenziale alla quale non sono ammessa.

poi sei li- che aspetti l-omino bianco ai semafori per i pedoni, con le altre persone vicino per attraversare.
tanti individui che riescono comunque a darti il senso di qualcosa di positivo da trovare, anche se a loro di te non potrebbe fregare di meno.

poi entri da macy`s dove sembra sia gia- natale e vedi il piu- grande numero di alberi di natale che potessi vedere in una vita intera. e vedi la commessa che dopo averti chiesto se hai bisogno ti dice che adora il tuo make up. che anche se vede un sacco di persone cosi- non ne aveva mai visto uno simile. e quello e- il mio. le mie stelline. il mio mascara.

poi entri dopo essere stata da apple in un negozio enorme con un ratto giallo come mascotte e trovi una commessa che mentre sta piegando i panni ti insegue con una magli ain mano ti batte sulla spalla e ti dice che il tuo stile le piace un sacco, che anche se non hai capi ufficialmente eleganti, hai classe nel portarli e nell-accostarli.

io, il mio cappottino lambretta, i miei pants della playlife e la borsa della gola. le mie adidas superstar.

fondamentalmente tutti firmati.

e decisamente presi tutti in saldo.

ma loro questo non lo sanno.

cosi- come io non so nulla di loro. li guardo mi guardano, passano per lo stesso asfalto e mi girano le spalle.

in un posto come quello dove vivo io al massimo possono girarmi le spalle per sparlare. ma continuerebbero a conoscermi. male. e fondandosi troppo spesso solo su quello che vedono.

new york fino ad ora e- stata come un prozac. perche- la gente sorride e non smoccola nemmeno quando diluvia e trovare un taxi sembra un incubo. perche- le commesse nella maggioranza dei casi se capiscono che hai qualche problema, cercano di aiutarti. pur non conoscendoti. e non solo perche- sono pagate per quello.

perche- i buttafuori del multiproprieta- non sono pagati per dirti "smile, that-s the right way to begin your walk" poi sorridi per forza perche- ti fan sentire meglio, ti vedono, non si fermano a un-occhiata. "oooh, don-t you think it-s so much easier now?"

sai cosa.
quando sono "blu" nel termine totale della parola.
inizio a pensare che sia colpa mia.
come credo facciano un po- tutti.
ma semplicemente e- perche- dimentico di considerare che non esiste solo il mio nido su cui poter fare affidamento.

solo dovremmo ricordarci piu- spesso che se rimani dentro, le altre possibilita- non le vedi.  you wont get hurt. e questo lo capisco. ma un sacco di possibilita- cosi- si perdono.

spesso tentare di fuggire non e- un volersi nascondere. e- solo un modo per prendere la rincorsa e volare meglio.

(awww lacrimevole, huh?)






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21 ottobre 2005

new york cares

e cosi' ci siamo.
tra meno di 12 ore staro' su un aereo per nyc
west 56th st.
i'll be back on sat 29
horray

=D

modalita' checcacchiomenefregaame:ON

Motto:tenere botta.

supportiamo.

=D  
 




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16 ottobre 2005

less than a week

5 giorni e saro' a NYC.
countdown mode: ON.
aww.
*sorrisone stupido modello Pucca*

^_____________^ '    




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29 settembre 2005

Pimp my wheels

ehm.
Una ragazza di ravenna finisce su pimp my wheels e nessuno (a quanto pare) nota che il suo parabrezza e' costellato di tag di chob e della bbs.

Fortuna che i GDV(YO!) sono rep.




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28 settembre 2005

ultimo post prima della pausa

vediamo.
Chi mi sa dire cosa ricorda questo? :






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28 settembre 2005

27 agosto - le foto - return


Jallo e Maick being *_*


dopo il devasto. nel mentre del devasto ^_^


sullo sfondo il braccio dell'unica donzella della festa, la MIA carol ^_^
del resto, Podio, alle bottiglie, Diego facente faccine strane e davide di vedetta lombarda come Mirko ^_^


.!..! supporto anche mentre accendo le candeline ^__^


la mia donzellina Carol ^_^


faccine da spumante inoltrato *_* almeno la mia *_*


nemmeno stessi costruendo il ponte sullo stretto di messina *_*


chiffe ed elia ^_^ carramba che sorpresa! ^_____^


looordZZZ ^_^ uomo della mia vita ^___^ nonche' mio salvatore dall'imbrocco folle *_*


ammiriamo al maglietta di Jallo ^_^


uhiuaau Vicentini cubisti ^_^ pero' si son persi la torta ^_^


best pic EVER ^_____^ te vooogghiubbene maPko ^_^


il marco rivale di lista *_* e fusco, il sociol_O^ di lista *_*

awww, i miei tesorilli ^_^







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28 settembre 2005

27 agosto - le foto


nEMO il cionco nell'oceano, come la Musa a Milano Marittima. almeno ero intinta con il locale *_*


Jallo in versione Fescion on the phone ^____^



gemellini come i loro ipod ^___^



e se fosse.. *_* BIRRA *_* naaah non ci crede nessuno *_*


eccoci gia' piu' tranquilli ^_^


TO BE CONTINUED...




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28 settembre 2005

folder+guiltymethod 27 agosto 2005 - rockplanet

Incredibile, I’m back. Influenzata e con lo stomaco un po’ per le sue ma sono tornata. Diciamo che ultimamente questo blog non ha ricevuto attenzioni particolari, e chiedo scusa a lui direttamente, perche’ comunque quando ho bisogno di sputargli delle parole addosso c’e’. Come Geek, Podio, Mapko, Jallo, Moe, Zad, la Carol. In ordine sparso e forse lasciando qualcuno per la strada. O forse no. Diciamo che da raccontare ci sono molte cose. E scegliere le foto come testimonianze e’ stato difficile. Ma ci siamo riusciti. Io e la falena che ho ucciso prima. Credo che la prima cosa a voler essere scritta sia la sera del 27 di agosto. Che finalmente si e’ deciso ad arrivare senza neve e senza pioggia. E cosi’ dopo aver rotto le balle un po’ a tutti, arriva la giornata del 27 agosto 2005. serata in cui suoneranno i folder e i guilty method al Rock Placet e serata in cui festeggeremo il mio 22 esimo compleanno. 4 mesi, quasi 5, dopo. Ma alla fine, chissene. Se festeggiare prima porta male, mgari festeggiarlo dopo porta qualcosa di buono. La serata e’ stata anticipato dal primo aperitivo della mia vita a Milano Marittima, il tutto con Geek e con Jallo giunto appositamente da Vicenza per seguire i folder. E spero anche un pochetto per festeggiare allegramente. Geek ha la macchina e dopo aver recuperato gelatina per la torta e baguz a coccodrillo indispensabili, partiamo verso Milano MMMa. Bello sentire che non ero l’unica a sentirmi un pesciolino fuori dall’acqua. Un po’ come nemo il cionco, come direbbe Spillo. E’ bello stare con persone che per mesi e mesi hai solo (ri)conosciuto attraverso battute su myspace e msn. Bello potere ridere allo stesso momento e sentire che nonostante sia solo la seconda volta che ci si vede, ci sia gia’ empatia tra questi tre allegri menestrelli in gita. Decidiamo che milano mmmma non e’ proprio adatta a noi, almeno non ora, e torniamo nella ridente Cesenatico, patria dei natali della musa e di geek, non proprio in questo ordine, ma vabbe’. Si sta a far del nulla in piazza e si prende del freddo, fino a che geek non deve sparire al compleanno del wello e io e jallo dobbiamo sparire in direzione “mangiamo e prepariamoci e portiamo le torte al rockplanet e recuperiamo i milanesi alla stazione”. Rotolo di piada e coke, sempre i migliori *_* La musa in ritardo, sempre al solito *_* Le torte e gli omini vicentini porta-torte per farli entrare senza problemi al rock. Che geni di male. Grazie a qualche combinazione astrale riusciamo ad essere tutti al rockplanet quasi per i folder e per i guilty. Filo e Geek arrivano un poco dopo ma i guilty riescono a prenderseli lo stesso ^_^ Adoro i miei capi al rock, ma stasera e’ come se fossi la loro parolina preferita, visto che quei concerti li ho chiesti io. E sono strafelice di passare vicino a gente che non e’ riuscita a conoscermi. O che se mi conosceva, e’ riuscita a nasconderlo bene. L’unica nota stonata e’ che i guilty devono partire subito dopo il live….ma almeno siamo riusciti a beccarci, che Pandoro mi mancava. Certo e’ strano vederli con la formazione nuova. E vedere che c’e’ chi non li aveva mai sentiti e si ferma e si entusiasma (uao) per le loro canzoni. Gente che mi conosce poco e mi ferma dicendomi “oh ma ti piacciono questi?? Ne sanno, eh??”. Carol e mirko che si beccano il concerto da sotto al palco , andreone che mi fa un festa immensa, diego famigerrimo cantante degli EWO che mi riempie di baci da bimbo. Dunnie che rimane bloccato nella fila *_* Le foto da faccina con Mapko, le faccine allegre di jallo e maick, Podio felice quanto me, e senza dinosauri nello stomaco. Effettivamente tanta gente in giro per il rockplanet , ed e’ ora della torta. Delle torte. 7. e 70 erano i gradi dell’alchermes che la nonna Spina si e’ dimenticata di diluire. Le ragazze disposte a pagare per la torta e chi tenta di imbroccarmi per averne una fetta o per un sorso di spumante rimasto in una bottiglia. Fette di torta che spariscono se vengono appoggiate un nanosecondo sul tavolo, Podio che mi aiuta a stappare le bottiglie, che io non son capace. La carol di fianco al tavolo, matteo che dice a mia mamma che e’ una cartola, davide che mi saluta dopo mille anni che non ci vediamo, un altro davide che litiga con i suoi amici maifelici. Lo spumante che fa effetto e la finanza che mi ferma. AME. E mi chiede perche’ non ho la borsa. E se detengosostanzestupefacienti, detto con tono bassissimo e molto losco. Spillo che si complimenta per la parte strumentale dei guilty. Marco che mi chiede com’e andata la serata. Lucio che mi fa gli auguri. Qualcuno che mi manda un sms per dirmi che stara’ con le sorelle *_* perche’ non era chiaro il concetto della mia festa *_* tsk *_* ^____^ Gli abbracci e i tivogghiubbene detti con fusco, lordz, ale, la chiaralalla, sms che mi chiedono come sta andando la serata, persone che mi fermano un po’ ovunque, persone al bar che si complimentano per il grado di alcolicita’ de4lla torta (gente che si e’ presa una cassa con una fetta di torta), del resto, come biasimarli?? I sentiva solo l’alcol *_* ma hanno gradito. Eccome se hanno gradito. Elia e chiffe e una ragazza di cui non ricordo il nome. Pensare che le persone che mi stanno di fianco spesso mi snobbano mentre gente da bologna e vicenza dimostra piu’ affetto di loro. L’abbraccio con Geek appena arrivato in pista per il concerto e vedere che il mio mondo alla fine non e’ poi cosi’ desolato. Molto scremato ma e’ rimasta l’elite, checchesenedica. La mia elite. Quella a cui se non do un abbraccio appena la incontro non sono felice. Quella che se appena entra su msn non faccio-hug o glomp non sono felice. Quella che mi legge anche se rimango chiusa. Non ho mai detto cosi’ tanti tevogghiubbene come in questo periodo. Mi fa piacere dirlo e vedere le razioni nelle persone cui lo dico. Che sia al rock o ondine, sugli scalini della sala borsa o via sms. Spesso e’ piu’ importante esserci nel senso “meta” della parola piuttosto che in quello fisico. Sono strana e sparisco. Ma vi giuro che vi voglio bene. Se ho aspettato cosi’ tanto e’ perche’ volevo avervi tutti sotto allo stesso tetto, almeno per un paio d’ore.




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14 settembre 2005

mousse

no words XD




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8 settembre 2005

-sisi

i'm about to come back, i swear.




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22 agosto 2005

buona strada?

ok magari sto tornando sulla strada giusta. una superficie piu' o meno liscia e una penna di gabbiano alle sei di mattino sulla sabbia bagnata.
come i bimbi =D

e sabato e' stravicino!
iò!
nuovo record: 80 rientri .!..!  \ò/

*RULEGGIO*




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12 agosto 2005

precisazione

caro/a, mettiamola cosi', anonimo/a.
e facciamo finta di non sapere chi tu sia.
per fortuna che l'invidiosa MARCIA delle altre femmine e di qualsiasi altra cosa su questo universo dovevo essere io.

A parte tutto, e' bello che tu (voi?) vi divertiate a lasciar commenti anonimi sul mio blog a distanza di mesi e mesi.
I flame ratuiti e senza motivo sono divertenti da leggere ^_^

ah  un'altra cosa.
i tubi zigrinati e il sabbione della peggio marca di un po' di post fa. Erano proprio per gente come voi. 

Quelli che prima ti chiamano tutti i sabati per andarli a prendere a casa e poi appena trovano qualcuno messo come loro (sia un ragazzo che una ragazza, indistintamente), allo stesso grado di ignoranza civile cronica, ti mandano a vangare la terra.

sapete una cosa? per quanto me ne frega, potete anche iniziare a bere acido.

stando attenta che dentro a quel bicchiere non ci sia io, vorrei evitare di avere a che fare di nuovo con voi.





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10 agosto 2005

uuuuahiauiuaiuahuiahaui

http://www.logogle.com/ggl.php?hl=ja&lo=Mus_A%5E podio e' un genio!




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10 agosto 2005

8 e trenta del mattino.

Certo quando alle 8 e mezzo sei gia' sveglia da un'ora e dieci dopo due ore di sonno e ti metti a studiare perche' hai troppo casino nella testa vuol dire che c'e' qualcosa ce non va.
O che deve andare inmaniera diversa e inizia tristemente a scoprirlo.
Quando ti rendi conto di aver fatto troppo affidamento su certe cose, materiali o immateriali che siano. E poi te le vedi fuggire via senza un motivo ben preciso. E rimani a chiederti cosa e' andato per il verso sbagliato e perche' le cose non continuano ad andare come prima.
Ti rendi conto che puo' esserci qualcuno in grado di trattarti come una persona 24/7 anche quando ci sono un sacco di femmine che ti odiano. Anche quando non sai piu' se quello che vuoi fare sia veramente una cosa possibile.
E' tutto un casino. sono nervosa. vedo cose andare male e io che non posso farci niente perhe' non sono di mia competenza.
22 anni e scrivo sul blog prima di mettermi a studiare al 10 di agosto, quando tutti o quasi sono in ferie. solo perche' sotto le lenzuola c'era troppo rumore anche slo guardando la tv.
Tremo.
il 27 per fortuna si avvicina.
o forse per mia sfortuna. un ultimatum (diktat a questo punto?) silenzioso che mi pesa sulle spalle. perche' potrei decidere di non tornare indietro. decidere di non farmi trovare nel caso in cui quel qualcosa decidesse di tornare a cercarmi.
e mi sento stupida perche' ci ricasco ogni volta. perche' continuo a dare fiducia. a fidarmi alla cieca. per arrivare ogni volta a questo risultato.
ma ne vale veramente la pena?




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8 agosto 2005

mmmh

non ci sono piu' i 18enni di una volta.
quelli di adesso a volte arrivano e dicono tranquillamente "sai che appena ti ho vista ti avrei voluto scopare?" e non contenti proseguono dicendo che "mi fai un sesso della madonna".

eh insomma son tutte esperienze *_*

ritrovato questa foto di repertorio, devo postarla *_*


che sembro un po' io quando corro per negozi facendo shopping (si denoti e connoti, perche' noi siamo forbiti, l'impegno contrassegnato dalla linguina esposta). oppure mentre tento di fare il mio primo e secondo parcheggio in salita e consecutivi 50 metri in retro in discesa cn tanto di manovra. io dico che era il k2 come livello di pendenza. mia mum dice che era una miserrima salitina. ma si sa che tutto e' sempre relativo ^_^ anche la mia capacita' di mandare indietro la macchina dritta.

pero' giuro che e' ancora tutta intatta. ah si'.






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19 luglio 2005

Fondamenti di Informatica.

Qualcuno li chiama IP STATICI.
e di certo se lasci commenti anonimi o con nomi che (uh intelligggggenza) non ti appartengono non sono tuoi amici.
idem se prima ti firmavi e poi no.
Ah, Il sacrosanto corso di margara.
C'e' chi brilla e chi no.
eeeeeh si'.

informazione di servizio. 22 a semiotica (OOOOle'), l'idoneita' ad inglese (HOOOORAY), 28 ad analisi dei testi pubblicitari, 30 ad analisi della comunicazione della moda e 28 a sociologia del consumo della moda.

eeeeeeh si'.
quasi quasi son felice di fare luce. anche di essere TRRR PRRR. e di ribadire che le femmine sono dei soggetti poco raccomandabili.  




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16 luglio 2005

Bassi Maestro dispensa pillole di verita'

e ovviamente Fabri Fibra collabora.

Certa gente dovrebbe andarsene affanculo...!

e detto questo lo su puo' un po' applicare a svariate tipologie STEREOTIPICHE (o SEMIOTOPICHE, dipende dagli analisti) di persone.
Un post una tantum, un po' polivalente. un po' no. secondo me potreste stare meglio se lo adottate come filosofia di vita.





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13 luglio 2005

dialogo tra Fusco e la Musa



P.S. = Spillo è il NOSTRO diggei Metal, perchè noi PR abbiamo bisogno di un capobranco. Ovviamente mangiamo bambini e sgozziamo capretti mentre suonano gli strenght approach. Go maiale! Go fiorentina! (uuuahaiuuuuhiahiua)




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Si parlava di Sway..
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